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monitoraggio faunistico

 
 

Monitoraggio di Cervo e Capriolo 2005
Estratto della relazione conclusiva

 

Il monitoraggio della fauna selvatica è stato effettuato nel periodo compreso tra marzo ed ottobre 2005. Con tale monitoraggio si è inteso avviare un’analisi faunistica in grado di fornire indicazioni sullo stato attuale delle popolazioni di cervo e capriolo e uno standard metodologico in grado di fornire indicazioni confrontabili nel tempo
Le due specie di ungulati sono state studiate mediante un metodo di censimento standardizzato e ripetibile nel tempo: il pellet group count.
La tecnica utilizzata per la presente ricerca è stata quella del Standing crop strip transect counts, in cui le aree campione sono transetti lineari con una lunghezza variabile tra i 500 e i 2000 metri e con una larghezza compresa tra 1 e 2 metri. In queste aree vengono contati i gruppi di escrementi. Nel nostro caso sono stati effettuati 20 transetti lineari lunghi 500 metri e larghi 2 metri, un metro a destra e uno a sinistra rispetto alla linea di camminamento. [Tav. 1]
Per la scelta dei transetti è stato effettuato uno studio preliminare su carta. Il territorio della Riserva è stato ripartito in 10 aree di 400 Ha e all’interno di ogni plot sono stati individuati 2 transetti. La scelta di suddividere in questo modo la Riserva è servita a distribuire i transetti in modo equo all’interno dell’area protetta.
I 20 transetti rispondono alle seguenti caratteristiche:

  • Sono facilmente raggiungibili attraverso i sentieri esistenti nell’area;
  • Comprendono tutte le tipologie forestali, le esposizioni e le quote caratteristiche della Riserva;
  • Il 50% si sviluppa in direzione nord sud e l’altro 50% in direzione ovest est.

I transetti sono stati percorsi a piedi con una velocità il più possibile costante in modo da mantenere una certa uniformità nell’avvistamento degli escrementi. La direzione prescelta è stata seguita grazie alla bussola.
Durante i campionamenti sono state annotati per ogni gruppo di escrementi individuato:

  • La specie di appartenzenza;
  • La quota;
  • La vegetazione circostante;
  • L’esposizione;
  • La distanza percorsa.

 

CERVO

I dati relativi all’uso dell’habitat indicano che il cervo seleziona, nel periodo invernale, i rimboschimenti e le quote comprese tra i 1000 e i 1200 metri e tra i 1600 e i 1800 metri. Le indicazioni sulle esposizioni suggeriscono una selezione dei versanti esposti a Sud Ovest ma questo dato molto probabilmente è influenzato dal transetto 2 in cui il cervo seleziona la vegetazione e non l’esposizione del versante.
Il cervo inoltre sembra utilizzare in base alla loro disponibilità i boschi di faggio, i pascoli secondari e le quote comprese tra i 1200 e i 1600 metri.
Infine il cervo sembra evitare i boschi di roverella, quelli di carpino, le praterie d’alta quota e le fasce altitudinali inferiori ai 600 e superiori ai 1800 metri.

 

Carta delle idoneità del Cervo [Tav. 7]

L’esigenza di stabilire le zone di maggiore frequentazione, sia reale che potenziale, della Riserva, ha portato a redigere le carte delle idoneità ambientali per il cervo e il capriolo utilizzando le conoscenze acquisite sul territorio e l’elaborazione statistica dei dati.
I modelli di valutazione ambientale nascono con lo scopo di classificare il territorio in funzione della sua idoneità per quanto concerne una data specie in modo da permettere una gestione mirata e fornire strumenti predittivi (Preatoni & Pedrotti 1997). Tali modelli permettono di tradurre la complessità del territorio valutando con punteggi numerici le differenti variabili individuate a priori.
Un metodo di valutazione ambientale può essere effettuato a diverse scale e con un diverso grado di dettaglio e complessità: si può andare dal semplice riconoscimento degli areali di presenza potenziale all’individuazione di zone con diversi gradi di idoneità, fino ad arrivare ad una stima numerica potenziale delle specie target.
Le variabili ambientali che possono essere utilizzate sono molteplici e riguardano i caratteri geomorfologici, vegetazionali, chimico-fisici e trofici dell’area considerata.
Gli indicatori da utilizzare possono essere soggettivi (esperienza, bibliografia ecc.) o oggettivi (consistenza, necessità metaboliche ecc.) mentre i metodi utilizzati sono qualitativi o quantitativi.
Nel presente studio sono stati utilizzati sia indicatori oggettivi che soggettivi e metodi qualitativi e quantitativi.
Per realizzare le carte delle idoneità sono state utilizzate le indicazioni sull’uso dell’habitat dati dagli indici di Jacobs e dagli Indici chilometrici di abbondanza.
Per il cervo sono state individuate 4 classi di idoneità suddivise come segue:
Classe 1 = Ottima selezione. Tale classe è data dall’intersezione tra rimboschimento e fascia compresa tra i 1000 e i 1200 metri.
Classe 2 = Selezione Molto Buona. Classe data dall’intersezione tra i boschi di faggio e la quota compresa tra i 1000 e i 1200 metri.
Classe 3 = Selezione Buona. Comprende tutte le restanti aree incluse nella fascia altitudinale 1000-1200 metri.
Classe 4 = Selezione Discreta. Comprende l’intera fascia altitudinale 1600-1800 metri.

 

CAPRIOLO [Tav. 5]

Valutando i dati relativi all’uso dell’habitat il capriolo sembra selezionare i rimboschimenti, i boschi di roverella e le fasce altitudinali comprese tra gli 800 e i 1200 metri. Per quanto riguarda le esposizioni il capriolo, così come era stato detto per il cervo, sembra selezionare quelle a Sud Ovest e quelle ad Est ma anche in questo caso il dato è troppo influenzato da transetto 2 per poter essere preso in considerazione.
Il capriolo utilizza in base alla disponibilità i boschi di faggio, boschi di carpino nero, la quota compresa tra i 1200 e i 1400 metri e le zone esposte a Nord, a Nord Ovest, a Sud e a Sud Ovest.
Infine il capriolo sembra scartare i pascoli sia primari che secondari, le quote superiori ai 1400 metri e i versanti esposti ad Ovest e ad Est.

 

Carta delle idoneità del Capriolo [Tav. 8]
Anche per il capriolo sono state utilizzate le indicazioni sull’uso dell’habitat date dagli indici di Jacobs e dagli Indici chilometrici di abbondanza.
Sono state individuate 3 classi di idoneità suddivise come segue:
Classe 1 = Ottima selezione. Classe data dall’intersezione tra i rimboschimenti e le fasce altimetriche comprese tra gli 800 e i 1200 metri;
Classe 2 = Selezione Molto Buona. Classe data dall’intersezione tra i boschi di roverella e la quota compresa tra gli 800 e i 1200 metri.
Classe 3 = Selezione Buona. Comprende tutte le restanti aree comprese nella fascia altitudinale 800-1200 metri.

 

Nell’ambito del progetto è stata elaborata una Banca Dati Informatizzata con tutti i dati degli avvistamenti avvenuti in Riserva e un Sistema Informativo Territoriale specifico per la fauna selvatica. Inoltre si è cercato di coinvolgere la popolazione locale con due seminari e un censimento del cervo al bramito. Infine sono state elaborate le “schede per i censimenti della fauna” che possono essere ritirate nella sede della Riserva oppure cliccando qui.

 
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